Sei a favore degli OGM? Ti avranno sicuramente pagato!

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Il 7 ottobre scorso, l’Osservatore Romano ha pubblicato un pezzo di Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione Agricoltura Biodinamica, in cui si accusava l’informazione scientifica di essere al soldo delle multinazionali del biotech.

Per quanto il Vaticano abbia adottato delle posizioni di apertura nei confronti degli OGM, l’organo della Santa Sede non ha ritenuto di pubblicare una risposta a Triarico di Roberto Defez, ricercatore CNR e consligliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, Alberto Guidorzi, agronomo e Donatello Sandroni, giornalista, agronomo e ecotossicologo.

Lo facciamo noi qui sotto, perché siamo convinti che occorra rilanciare ovunque possibile confronti sui fatti, e perché riteniamo che anche sulle biotecnologie debba valere la regola per cui si crede all’onestà dell’interlocutore, anche, anzi specie, se di idee opposte

Buona lettura

Abbiamo notato che le piante Ogm hanno già portato consistenti benefici economici ai poveri, ma non ancora benefici al consumo a causa di barriere nelle normative. Abbiamo notato le promettenti innovazioni tecnologiche sulle piante, incluse le modificazioni genetiche, che usano meno risorse, producono meno gas serra, forniscono raccolti più abbondanti che hanno più micronutrienti. Queste piante innovative devono essere provate su grande scala e sbloccate rapidamente se mantengono le promesse

Questo testo è elogiativo sia verso gli Ogm sia delle nuove tecnologie per le modifiche genetiche delle piante chiamate “genome editing” e spiegano come il trasferimento di geni tra organismi diversi (ad esempio tra batteri, funghi, piante e mammiferi) sia cosa abituale: “Quindi gli organismi transgenici sono una parte integrante del mondo microbico che circonda e vive all’interno del corpo umano”.

Seguendo l’approccio interpretativo mostrato dal Sig. Triarico nell’articolo del 7 ottobre, queste potrebbero essere frasi pronunciate da persone complici di Monsanto, multinazionale dei semi Ogm e di un diserbante, il RoundUp, contenente glifosate e oggetto proprio del testo di Triarico. Questi riporta a sua volta notizie del quotidiano francese Le Monde che conduce da mesi una battaglia contro glifosate . Le Monde l’ha iniziata in realtà con uno scivolone perché per impressionare il lettore mostra una tetra foto di un operaio in tuta e mascherina che versa una inquietante tanica in un bidone pronto ad essere caricato sull’aereo retrostante e irrorata a tappeto sui campi. Peccato che Le Monde non abbia notato che il Natrium etichettato sulla tanica è un insetticida biologico, non glifosate, e che forse questo prodotto biologico non deve essere molto salutare. Peccato anche che Le Monde si sia affidato a due giornalisti inesperti del settore (uno è un attore, l’altro un esperto di interferenti endocrini, sostanze dannose che si trovano nelle plastiche, altra accusa mossa a glifosate e recentemente caduta nel nulla). Peccato ancora che il Sig. Triarico dimentichi di spiegare che lo IARC aveva sì elevato la categoria di rischio del glifosate nel 2015, portandolo allo stesso livello di probabilità del lavoro di barbiere o parrucchiere o al consumo di bevande calde come tè, brodo o caffè (>65°C), ma poi era stato smentito clamorosamente dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dall’Agenzia Europea per la Chimica (ECHA) e soprattutto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità da cui lo IARC dipende, oltre che da altri referenti di peso mondiale come Epa americano, Fao e Autorità australiane. Peccato pure che il Sig. Triarico non si sia accorto che il brevetto su glifosate sia scaduto nel 2001 e che il maggior produttore del principio attivo sia la Cina e che l’abolizione dell’erbicida in Europa potrebbe essere un grosso favore a chi vuole sostituirlo con un altro diserbante molto più costoso, ma non più sicuro.

Peccato che il Sig. Triarico abbia dimenticato che nel corso dell’azione legale contro Monsanto in California, e che lui cita, sia stato chiesto al teste e membro IARC Aaron Blair se il giudizio finale su glifosate sarebbe rimasto negativo a fronte degli studi, in suo possesso ma non pubblicati, che dimostravano la non-cancerogenicità proprio in tema di linfoma non-Hodgkin. A tale domanda l’epidemiologo ha risposto che probabilmente il verdetto sarebbe stato diverso.

Peccato soprattutto che il Sig. Triarico nello scagliarsi contro gli Ogm, glifosate e la multinazionale Monsanto non abbia trovato il tempo, o lo spazio nell’articolo, per spiegarci i motivi per i quali lui promuova l’agricoltura Biodinamica, incoraggiando a fare sviluppare e prosperare il marchio Demeter, registrato e di proprietà estera. Un marchio tipo Coca Cola, per intendersi. Peccato infine che pochi abbiano avuto il tempo di leggere con cura le frasi redatte dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Frasi che ci siamo umilmente permessi di tradurre in italiano e che sono tutte quelle virgolettate all’inizio del testo.

Roberto Defez, ricercatore CNR e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni

Alberto Guidorzi, agronomo

Donatello Sandroni, giornalista, agronomo e ecotossicologo

 QUI l’articolo di Carlo Triarico sull’Osservatore Romano

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Chi siamo

Fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006, è un'associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità l'affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l'assistenza personale autogestita, l'abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l'accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell’eutanasia, l'accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

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