Gli OGM nell’UE

Gli OGM nell’UE

Come mai l’UE importa derrate OGM?

L’UE è uno dei più grandi importatori mondiali di derrate agricole. Importiamo ciò che non siamo in grado di coltivare in quantità sufficienti sui nostri terreni. Una parte rilevante e crescente di queste importazioni sono basate su colture GM. Sono coltivate quasi esclusivamente al di fuori dell’Europa, dove gli agricoltori possono scegliere tra varietà convenzionali e GM.

La dipendenza dell’Europa dalle importazioni è particolarmente evidente per la soia, usata nell’alimentazione animale. La produzione di soia entro i confini europei copre meno del 5% della domanda. Importiamo anche consistenti quantità di mais e di colza per coprire il nostro fabbisogno.

Per il cotone dipendiamo quasi totalmente dalle importazioni di prodotti finiti.

L’UE dipende dalle importazioni di soia

Le importazioni di soia nell’UE corrispondono a circa 60 kg a testa per anno, per ciascuno dei 500 milioni di cittadini europei, un incredibile totale di oltre 34 milioni di tonnellate. L’UE spende circa 13 miliardi di € per importare soia e farine di soia. Più di quanto spenda per qualsiasi altra derrata, caffè compreso.

Oggi le varietà GM sono lo standard per la soia.

Quasi tutta la soia proviene dal Sud e dal Nord America, dove l’adozione delle tecnologie OGM supera il 90%. Oggi la Cina è il maggior importatore e ha superato l’UE.

Il commercio di derrate OGM contribuisce a creare valore nell’UE

Usiamo la soia per alimentare bovini, suini e pollame e per produrre carne, latte e uova di alta qualità. La sostituzione della soia GM con soia non GM comporterebbe un aumento dei costi del 10% per il settore zootecnico.

Quali OGM possono essere importati nell’UE?

A dicembre 2016, in totale, 55 prodotti GM risultavano approvati per l’importazione e la lavorazione industriale, per l’alimentazione animale e umana. Oltre la metà dei prodotti autorizzati sono rappresentati dal mais GM. Le altre colture comprendono soia, colza, barbabietola da zucchero e cotone.

Come viene valutata la sicurezza  dei prodotti GM in Europa?

Tutte le piante GM per l’alimentazione animale e umana sono sottoposte a una rigorosa valutazione della sicurezza come parte integrante della procedura di autorizzazione, prima che siano poste sul mercato. In Europa questo compito è svolto dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), il cui comitato di esperti scientifici indipendenti lavora a stretto contatto con le autorità nazionali preposte alla sicurezza alimentare. La procedura di valutazione del rischio include la valutazione comparative tra il prodotto GM e il suo corrispondente convenzionale, studi sulla sicurezza per l’alimentazione animale e umana e una valutazione del potenziale impatto ambientale. Lo scopo è assicurare che il prodotto GM sia sicuro per il consumo umano e animale e per l’ambiente almeno quanto il suo corrispondente convenzionale. Approfondisci sulla valutazione del rischio e sulla sicurezza dei prodotti sulle schede di Europabio.

Un solido processo di approvazione nell’UE

Una specifica legislazione per gli OGM definisce la procedura di approvazione e garantisce che tutti i prodotti GM immessi sul mercato della UE siano altrettanto sicuri dei rispettivi corrispondenti convenzionali.

Grazie a questo sistema e a quelli analoghi nel resto del mondo, gli OGM sono i prodotti più studiati come mai avvenuto nella storia. Ci si può domandare se altri prodotti di largo consumo, come il kiwi o la frutta secca, sarebbero mai approvati per il consumo se valutati in modo analogo, e ciò causa della loro allergenicità. Nonostante ciò, continuiamo a consumare questi prodotti, dato che i benefici superano i rischi (come percepiti).

Gli ostacoli politici all’importazione, in pratica

Nonostante la dipendenza dalle importazioni, l’UE e gli Stati membri spesso ritardano senza motivo le autorizzazioni per l’importazione, con conseguenze negative per gli allevatori e per il commercio.

Valutazione del rischio rallentata e politicizzata

Nonostante 20 anni di storia di uso sicuro, l’organismo scientifico dell’UE responsabile per la valutazione della sicurezza, l’EFSA, spende sempre più tempo nella valutazione del rischio per le colture GM.

Infatti, i tempi di valutazione nell’UE sono passati da meno di 2 anni a più di 6 negli ultimi 10 anni (oltre 7 anni dalla presentazione del dossier all’approvazione). A tutto gennaio 2017 oltre 40 richieste riguardanti OGM risultano ancora non concluse e sono in attesa della valutazione di sicurezza da parte dell’EFSA

In paragone, il tempo medio richiesto per un completo processo di approvazione è ora sotto i 2 anni negli Stati Uniti, in Brasile e in Canada. Questi paesi utilizzano standard di valutazione del rischio altrettanto rigorosi, basati su principi scientifici riconosciuti internazionalmente.

Al contrario di altri paesi che posseggono sistemi di valutazione prevedibili nei risultati e basati su criteri scientifici, la richiesta di dati in UE cambia in continuazione, spesso senza una giustificazione scientifica. Per esempio, una ricerca finanziata dalla stessa UE ha confermato che non c’è necessità di condurre ulteriori test su animali, imposti senza necessità all’industria e di cui sono vittime gli animali stessi. La stessa EFSA li ha giudicati inutili. Sfortunatamente questa situazione si aggiunge all’imprevedibilità dei tempi di approvazione e scoraggia gli investitori dal mettere risorse nell’UE. Approfondisci qui

Spesso i paesi dell’UE votano contro la scienza!

Sebbene ci sia evidenza piena che i cibi GM sono altrettanto sicuri di quelli convenzionali, alcuni paesi UE votano regolarmente contro le posizioni scientifiche nel corso del processo di approvazione che ogni OGM deve percorrere prima di essere immesso sul mercato dell’UE.

La proposta “opt-out” mette in pericolo il commercio

A seguito dell’adozione nel 2015 della legislazione UE che introduce il cosiddetto “opt-out” per la coltivazione, che di fatto consente ai singoli paesi dell’UE di impedire ai propri agricoltori la coltivazione delle colture GM approvate in sede europea, e ciò anche senza giustificazione scientifica, nel 2015 la Commissione propose di consentire l’”opt-out” anche per l’importazione, nonostante l’evidenza che l’”opt-out” delle importazioni sarebbe costato all’Europa un’enormità! Se continuiamo a creare problemi all’importazione di soia per l’alimentazione animale, rischiamo di compromettere l’esportazione dei prodotti europei di origine zootecnica. Spingeremmo gli allevatori europei fuori mercato, con il conseguente aumento delle importazioni di carne dall’estero e prezzi più alti per i consumatori.

“La proibizione dell’import degli OGM significa allontanarci dalla nostra capacità di produrre cibo” Vytenis Andriukaitis, Commissario UE23

Come le normative dell’UE condizionano innovazione e commercio?

Nonostante la dipendenza dell’UE dalle importazioni di derrate GM, l’UE stessa e gli stati membri ostacolano lo sviluppo, l’applicazione e il commercio di questa promettente tecnologia. I citati ritardi nell’approvazione e le barriere rappresentano ostacoli per il commercio. Questi ostacoli si sono già tradotti in turbative commerciali e prezzi maggiori per importanti derrate agricole, dato che il processo di approvazione nella UE è molto più lento di quello degli altri paesi sviluppati. Anche dopo la conferma della sicurezza, molti mesi vanno perduti in procedure amministrative e politiche prima che una varietà già approvata altrove sia approvata per l’importazione. Come risultato, un carico che contenga anche solo tracce di un OGM non approvato nell’UE può essere respinto al paese di origine. Il costo per l’economia europea correlato alle turbative di mercato supera i 9,6 miliardi di € per anno, secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione Europea.

Il ritardo nell’approvazione nulla ha a che fare con la sicurezza; per di più, le colture in attesa di autorizzazione hanno già subito una rigorosa valutazione di sicurezza a livello UE.

La mancanza di una tempestiva implementazione delle politiche UE sulle colture OGM rende le previsioni sulle autorizzazioni stesse estremamente difficoltose. In assenza di prevedibilità in Europa, l’industria alimentare e gli allevatori dovranno rispondere a sfide ancor più grandi in futuro.

“Il complesso quadro politico dell’UE, sviluppato sotto la pressione di attivisti antibiotech, ha limitato la ricerca,
lo sviluppo e la produzione delle colture biotech. (…) Come parte della loro strategia politica, le azioni di costoro comprendono l’influenza sulle autorità pubbliche, atti di sabotaggio (distruzione di prove sperimentali e campi  coltivati), nonché campagne di comunicazione intese a suscitare paure nel pubblico.”
Dipatimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), Rapporto annuale sulle biotecnologie agricole 2016

Mentre l’Europa si gratta la testa, il resto del mondo va avanti

Il malfunzionante sistema di approvazione UE e la riluttanza nel consentire l’importazione di OGM ha avuto rilevanti effetti anche per gli agricoltori al di fuori dell’UE. Molti paesi in via di sviluppo si ispirano alle politiche della UE, alcune organizzazioni non governative europee sono andate spargendo paure infondate dentro e fuori l’Europa, con il conseguente aumento di prezzi dovuto all’incremento del rischio di turbative di mercato e al mancato incremento di produttività. Le conseguenze sono più dure per i coltivatori e i cittadini dei paesi in via di sviluppo.

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
wpDiscuz

Chi siamo

Fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006, è un'associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità l'affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l'assistenza personale autogestita, l'abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l'accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell’eutanasia, l'accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

Login con il tuo Account Social